Antunzmask – Zero programmi in questione

Clara Parlati 18 gennaio 2012 0

Etichetta: Auto prodotto / Anno: 2011 / Genere: Folk Rock, Blues

Antunzmask è un artista cilentano dedito alla musica folk. Cresciuto a S. Maria di Castellabate in provincia di Salerno, matura una passione per il Rock Psichedelico e Sperimentale, ed inizia il suo percorso musicale nel 2004. L’album di debutto è “Degradazione morale estrema”, lavoro adolescenziale carico di atmosfere malinconiche e di rapporti conflittuali tipici dell’età. Col passare del tempo mette su varie band e partecipa a concerti in tutta la Campania, progetti alla fine abbandonati per dedicarsi alla musica da solista. Il suo talento genuino e la sua dedizione per la musica lo portano a concorrere per il premio “Fred Buscaglione”, conquistando un discreto successo e arrivando in semifinale che si terrà il 16 febbraio prossimo al Teatro Vittoria di Torino.

Il suo ultimo lavoro discografico è “Zero programmi in questione”, album di forte impronta Folk/ Blues composto da otto tracce complessive, di cui la settima “Willy il cowboy“, vanta la preziosa collaborazione degli Homegas. E’ un album che rispecchia i sentimenti complessi di Antunzmask: i brani spaziano da scene cupe e ciniche come ad esempio in “Teschi“, dove quest’ultimi sembrano assumere il ruolo da protagonisti sulle difficoltà di ogni essere umano, a scene più malinconiche e rassegnate come nel secondo brano “Non dormire blues“, in cui traspare una tristezza pacata dedicata probabilmente ad un amore. Tracce di spicco di “Zero programmi in questione” sono sicuramente la dolcissima “Struppiato” (in dialetto cilentano significa distrutto, ridotto male), accompagnata da un arrangiamento che assomiglia quasi ad una ninna nanna; “Karma Calma”, brano più movimentato arricchito dal suono di un’armonica a bocca che incornicia il tutto, ed infine come citato prima “Willy il cowboy” in collaborazione con gli Homegas. L’ultima traccia è invece lo specchio vero e proprio dell’artista: “L’angelo della buonanotte” dura circa 21 minuti, dove nella prima parte ascoltiamo una canzone lenta e vagamente nostalgica che sembra sfumare con i suoni della natura, ma che riprende corpo al sedicesimo minuto con una sorta di risveglio che funge da riflessione, un punto interrogativo sul proprio futuro. (Ricordo anche un suo vecchio brano avente lo stesso stile “Anche se non parlo non vuol dire che non ti amo“)

Antunzmask, in conclusione, è uno di quegli artisti che vanno ascoltati con attenzione per scrutare nell’animo profondo di un ragazzo che ha fatto della musica una vera e propria ragione di vita, e che la usa come porta d’ingresso per far entrare chiunque avesse voglia di carpire la sua profonda sensibilità.

VOTO 7,8

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