Asino – Crudo

Emanuele Giaconi 8 maggio 2012 0

Etichetta: FromScratch Records, Jena Dischi / Anno: 2012 / Genere: Noise Rock, Post-Punk

Che vi va per cena? Il menù prevede come primo i Don Caballero; per secondo i Men Of Porn (perché questa pietanza non la offre mai nessuno? Tutti si sono scordati come cucinarla?); per dessert qualche fetta di Rapeman. Che ve ne pare? Se non vi piace (pazzi!) non accettate l’invito degli Asino a mettervi a tavola con loro, perché altrimenti rischiate di essere divorati dal loro turbine di suoni grezzi e casinisti in men che non si dica, per poi essere stritolati da quell'”Asinosauro” (traccia 5 del disco) di cui gli Asino si servono per mangiare “… uomini di buona volontà.
Un esordio scoppiettante quello di questo duo (Orsomaria Arrighi e Giacomo Ferrari) partito da Massa e da Carrara, fermatosi a Firenze (base della coppia di etichette ora unitesi in una, FromScratch Records-Jena Dischi) e destinato alle orecchie (sporche) di tutti i più sani mangiatori del buon Noise Rock a tinte Punk di questi tempi.

In totale “Crudo” ci spara 7 tracce abbastanza simili tra loro ma molto coinvolgenti. L’approccio di questi due asini attinge a piene mani dalla scena Punk per reinventarsi Noise e Garage, condendo il tutto con uno stile nel comporre i testi tutto personale e che acchiappa (e in questo senso, “Non è tutta colpa di uno scalino” forse spacca più di tutte le altre). Se è vero che a livello di strumentazione gli Asino sono abbastanza smilzi, non si può dire che la loro musica non riempia (e bene) le orecchie di chi ascolta. Hanno forza e decisione, un gran tiro e colgono bene le occasioni in cui rallentare un attimo prima di sparare nuovamente tutte le loro ruvide cartucce colanti acido. Un sound al gusto di eternit che ci intossica, tra stacchi di batteria incalzanti e rumorosissimi, tra linee di chitarra cervellotiche e grida sudice-ma-non-troppo. Se avete avuto problemi da bambini con la schiuma del carnevale, forse era colpa dell’Orso (chitarra/voce), che fortunatamente ormai la schiuma non la compra più (“Mi sono bruciato con i coriandoli“). Se vi state ancora chiedendo la famosa “se non ora, quando?“, la risposta ve la danno gli Asino col pezzo numero 3, intitolato “Mai“. E se poi vi fa schifo la vita di certe persone, godetevi il testo di “Chinaski” (“per molti, la morte, è una formalità“), il meno grottesco e il più accusatorio e bello, supportato da una musica spigolosa e bella che ormai è un marchio di fabbrica Asino.

Non c’è che dire, questo Asino è un bel bastardo incazzoso, che ossessivamente se ne va per la sua polverosa strada. Il paraocchi non ce l’ha, ma è testardo lo stesso e nulla sembra smuoverlo dal proprio atteggiamento rude e poco propenso alle buone maniere (buuu!). A noi piace così.

VOTO 7,8

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