Atlantic Tides – The Isle

Emanuele Giaconi 26 giugno 2012 0

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2012 / Genere: Post-Hardcore, Alternative Rock

Gli Atlantic Tides sono una giovane band del Nord Italia, di Milano, per la precisione, dedita a suoni belli e puliti, un po’ risentiti magari, ma comunque intensi e interessanti. Il percorso che li ha portati a rilasciare questo EP è servito a questi musicisti per prendere coscienza della direzione e degli obiettivi da perseguire, cosa che ha fatto render contro agli Atlantic Tides che per confezionare un buon disco c’erano da pescare influenze e stimoli da vari settori musicali, per poi poter fare un’amalgama credibile e che permettesse alla band di affacciarsi sulla scena Post-Hardcore odierna con un’attitude che reggesse la competizione. Ne è venuto fuori un lavoro ben curato e che può essere un bel trampolino di lancio per questa band alla prima release ufficiale, in stile DIY, ma che di sicuro cercherà un modo per trovare agganci seri e per farsi conoscere magari anche all’estero. La commistione tra Alternative Rock, Post-Hardcore, certi influssi Indie e magari Emo dona agli AT un senso di elasticità e versatilità che non fa per niente male, visto che può far interessare al progetto diversi tipi di ascoltatore, partendo dagli amanti dell’Alternative, passando per i fan dell’Indie Rock, per poi finire ai seguaci dei suoni Hardcore e Post-Core.

Melodie dall’approccio “Pop” dominano un po’ tutto il disco, a volte calibrandosi bene con un piglio più tirato (ecco “Paper Towers“), in altre ammorbidendo il sound forse un pochino troppo (“Hourglass“). Ma si tratta ovviamente di gusti personali, di preferenze soggettive relative agli approcci con cui porsi di fronte alla plasmabilissima materia Post-Hardcore. Ciò che più conta forse è che gli Atlantic Sides dimostrano soprattutto di essere già maturi, di essere partiti in quarta a livello di capacità nel proporre la propria musica e le proprie liriche con sicurezza e con decisione, cosa non da poco. Partendo da un incrocio tra Deaf Havana (con cui hanno anche suonato assieme almeno due volte) e The Swellers, gli AT arrivano nei territori di un Alternative Rock potente e raffinato allo stesso tempo che, soprattutto con un pezzo come “Paper Towers“, mostra le belle doti di musicisti capaci di questi ragazzi che meritano seguito e attenzione. La ricetta degli Atlantic Tides, tra melodia e spigolatura -Core e Alternative, può senza dubbio piacere. Da ripensare, invece, la scelta di inserire un remix Dubstep a chiusura dell’EP.

VOTO 6,8

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