Banda De La Muerte – Pulso De Una Mente Maldita

Alice Santaniello 21 aprile 2012 0

Etichetta: Zonda Records / Anno: 2012 / Genere: Metal, Stoner Rock, Sludge-Metal

Direttamente da Buenos Aires arriva la Banda De La Muerte, quartetto pieno di talento e dalle prospettive promettenti; con alle spalle, per alcuni di loro, militanze in band di un certo calibro come Jesus Martyr e Buffalo (per chi fosse avvezzo alla scena “heavy” sudamericana) e, come Banda De La Muerte, un omonimo album  nel 2009, tornano con “Pulso De Una Mente Maldita“, dimostrando che è ancora possibile creare un sound riconoscibile e personale nella scena sludge-stoner, forse ultimamente un po’ appiattitasi e inflazionata.

Un sound che ben amalga l’essenza dello stoner-sludge metal, coi suoi ritmi gravi  e opprimenti, e le influenze hardcoriane, da cui riprende la velocità e l’aggressività: la pesantezza dei riff “melvinsiani” (vedi “Parte De Mi Historia“) contaminata dalla sporcizia e dalla dissonanza asfissiante alla Black Flag (vedi “El Sol Salió Del Sur “), tutto raffinato da un tocco “esotico” linguistico. L’intero album è infatti cantato in lingua spagnola, che riesce a conferire uno principio di delicatezza e di melodia allo stile granitico del gruppo.
Un suono concavo, fondo che aleggia nella melodia.

Nove pezzi, che fin dall’apertura del disco, immergono in fiumi di giri di chitarre e basso distorti e fangosi, accompagnati da una sezione ritmica rapida e possente miscelata a rallentamenti (per certi versi) quasi doom e da una voce urlata ruvida e graffiante.
Atmosfere apocalittiche alla Black Sabbath che non nascondono la desolazione della natura umana, il cui destino si compie proprio nel momento della morte (“Tiempo Muerto” e “Hombre muerto caminando“). L’essere umano condannato all’oblio col suo candore malato e inquinato. Visioni nere e pensieri crepuscolari. Questo è quello che interessa rivelare a la Banda De La Muerte.
L’utilizzo dello spagnolo inoltre riesce a gonfiare di esasperazione questo status umano di imperfezione e mancanza: la sensualità e la melodia che sbocciano dalla loro lingua madre rendono infatti l’atmosfera ancor più angosciante e peccaminosa (vedi “Pulso De Una Mente Maldita“).
Non è da sottovalutare questo particolare linguistico, che riesce a dare quel quid individuale e distintivo al gruppo, insinuando l’anima musicale-passionale sudamericana all’interno di un sound duro e crudo, rendendo il lavoro fruibile anche a quegli ascoltatori meno assuefatti al genere stoner-sludge più puro (tant’è che lo definirei quasi un disco “da hit“).
Un lavoro scisso tra la causticità della strumentazione e la freschezza genuina della lingua.

Incandescente e torrida, questa “banda” musicale (e mortale) argentina è risultata essere una bella sorpresa. Hanno già varcato i confini argentini, sbarcando in terra europea per varie esibizioni live e questo successo, la Banda De La Muerte, se lo merita tutto.

VOTO 7

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