Under The Bed – The Noble Art Of Denying Reality

Emanuele Giaconi 2 maggio 2014 0
Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2013 / Genere: Crossover, Mathcore

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2013 / Genere: Crossover, Mathcore

Uscito quasi un anno fa, questo “The Noble Art Of Denying Reality” è un lavoro da segnalare per chi se lo fosse perso e fosse alla ricerca di spirali di suoni Crossover ben suonati e non banali. Gli Under The Bed vengono da Montecatini e suonano come si può suonare oggi, dopo tutti i filoni del -Core nati e morti, ciò che negli anni ’90 veniva appunto chiamato Crossover e si legava a Nu Metal e affini. Il fatto è che lo ideano e lo suonano bene e con un senso delle variazioni che li fa essere Mathcore ma non complessi da ascoltare – cosa che potrebbe accadere in mezzo a numerosi tecnicismi e tempi dispari. Alla band non manca nulla e anche le voci – alternate tra pulite e raw – hanno un senso compiuto e calibrano musiche che ci ricadono sopra a pennello. Sperimentali e progressivi, gli UTB in questo lavoro inseriscono 7 canzoni tutte lunghine (meno quella di apertura e quella di chiusura) riuscendo comunque a non sconfinare nel campo che denomino avete-scassato-le-palle, cosa non semplice dopo miliardi di dischi belli corposi in tutti gli ambiti della musica, diciamo così, dura. I cambi di stile e di ritmo sono ovunque e non dispiacciono mai (“Twi-Night Doubleheader“), anche se con il voler non star mai fermi gli Under The Bed rischiano di tirarsi la zappa sui piedi quando in “Dead Giant” accennano (e qualcosa di più…) una parte addirittura elettronica/D’n’B che forse stona un pochetto, lì in mezzo. Ciò che comunque, in generale, non si discute è la stoffa che questi ragazzi hanno e la loro curiosa volontà di stare in tutti i generi per andare oltre. Per nulla male sono anche i testi, in inglese, lunghi temi sulle varie sfaccettature delle emozioni e della vita in generale. Insomma, per me è pollice su. Ora ci sarà da vedere come andranno avanti e se avranno ulteriori idee per il futuro, dato che già in questo disco hanno giocato un sacco di carte.

VOTO 7

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