Blood Red Water – Tales Of Addiction And Despair

Alice Santaniello 15 marzo 2012 0

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2011 / Genere: Sludge Metal, Stoner Rock, Doom Metal

“When life is a stormy sea of addiction and grief, music could be a strong lighthouse”.

I Blood Red Water nascono a Venezia nel 2010; a fine 2011 entrano nei Flameout Studio e sfornano il loro primo Ep “Tales  Of Addiction And Despair“.

Ventitre minuti, cinque brani, cinque storie, il cui filo conduttore musicale è l’impronta sludge che rende tutto il lavoro ben amalgamato ed omogeneo.
La chitarra e il basso sono malsanamente distorti in fiumi di riff oppressivi e feedback, la sezione ritmica è generalmente rallentata e la voce ha un ampio e ottimo registro vocale (si passa da un urlato in stile hardcoriano ad un gutturale growl in stile doom e persino ad espressioni più emozionali e “melodiche”) .

Le influenze di band del calibro di Bongzilla e Eyehategod sono quindi evidenti (e personalmente ben accolte!) in brani come “Ungod“, “Considerations/Commiserations” e “The perfect mix“.
Tuttavia all’interno dell’Ep non mancano, anzi, sono altrettanto evidenti “contagi” sonori provenienti da altri generi, come “Avoid the Relapse“, che è un pezzo più veloce e si avvicina ad elementi più alternative metal e hardcoriani (mi sono venuti in mente i Fu Manchu).

Un ottimo sound acido e profondamente paludoso quello che traina queste “storie di dipendenza e disperazione”.
Racconti crudi e reali, straripanti di pathos che non possono che contorcere le budella (anche quelle dell’anima); atmsofera da “sabbie mobili”, tanto opprimenti che a malapena è possibile muoversi.

Nell’ascoltare i Blood Red Water si percepisce immediatamente che sono un gruppo che suona di pancia, direi quasi per istinto di sopravvivenza. Raggiungere quel faro luminoso o annegare in un mare di dolore: aut/aut.

Non è certo un Ep da “vissero tutti felici e contenti”, ma cosa lo è. Sono dei ragazzacci coi controcazzi che si sono (auto)prodotti l’Ep in puro stile Do It Yourself, “solo” per poter urlare e veicolare il loro tormento attraverso la musica. E per essere il loro primo lavoro, lo fanno più che bene.

Non offrono sonorità definibili “nuove o innovative”, ma è sicuramente una band da tenere sott’occhio, perchè le carte in tavola per poter crescere musicalmente e incamminarsi su una strada più personale ci sono tutte.
Nel frattempo non resta che andare a scaricare il loro album su Bandcamp (free!). Quando? ORA.

VOTO 7,5

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