Burning Nitrum – Pyromania

Emanuele Giaconi 3 maggio 2012 0

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2012 / Genere: Thrash Metal

Burning Nitrum: Thrash Metal con le contropalle da Bari. Per descriverli in poche parole, potremmo usare queste, per l’appunto. Ma ovviamente è bene spenderci qualche riga in più dato che se lo meritano davvero. Di chi parliamo: di 5 ragazzi baresi che danno origine, a partire dal 2010, ad una Thrash Metal band con cantato in inglese che suoni alla vecchia maniera, sullo stile del grande Thrash anni ’80. É un po’ come se i Burning Nitrum avessero deciso di cancellare dalle proprie menti tutto ciò che è successo nel mondo del Metallo dai primi anni ’90 in poi, infischiandosene delle nuove ondate, delle sperimentazioni, dei miscugli tra un settore e un altro. Qui si fa fottuto Thrash Metal come nei primordi, senza timori reverenziali e senza mezze misure.

Questi 5 capelloni, vedendo le foto, sono molto giovani. E questa è una gran cosa, se abbinata a come suonano: grande furia, riffing deciso, velocità spezzacollo, un senso di sicurezza e padronanza degli strumenti che farebbe pensare ad una band formata da elementi ben più grandi. Questo loro primo lavoro è un EP di 5 tracce, tutto autoprodotto (la band è alla ricerca di un’etichetta – prendeteli, che diamine). Prendendo ad esempio i paladini del genere – dai primissimi Metallica ai Nuclear Assault, dai Municipal Waste agli Anthrax e, perchè no, tenendo anche presenti i Suicidal Tendencies – i Burning Nitrum snocciolano pezzoni tirati e precisi che si incastrano bene tra loro e non stancano. L’iniziale “Enter The Fire” fa per metà pezzo da introduzione lenta al disco, per poi sparare verso i due minuti le prime potenti cartucce dell’ensemble, che da questo punto fino alla finale “Pyromania” ci assalta senza darci scampo. Le cose da migliorare: il cantato. Complice la giovane età del quintetto, e quindi del cantante, la parte vocale appare ancora un pochino acerba e mostra un po’ il fianco soprattutto nel pezzo intitolato “Death Is Upon You“. Nulla di irrimediabile, è chiaro, ma sicuramente i nostri su questo aspetto dovranno lavorarci. Per tutto il resto, c’è solo da far loro i complimenti perché non è facile rituffarsi nel vecchio, sano Thrash Old School nel 2012 e non apparire pallosetti o antiquati.
Thrash is not dead!

VOTO 7,3

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