Chambers – La mano sinistra

Emanuele Giaconi 19 marzo 2012 0

Etichetta: To Lose La Track / Anno: 2012 / Genere: Post-Hardcore

I pisani Chambers sono un gruppo molto valido e di sicuro interesse. In primis perché suonano bene una musica potente e passionale; in secundis perché riescono a sfuggire a quei semplicistici tentativi di catalogazione che certi critici musicali poco fantasiosi sentono e sempre sentiranno il bisogno di fare. Liberate la mente, smettiamola di cercare per forza delle etichette e dei paragoni. Coi Chambers non riusciremmo molto facilmente in questi intenti. Innegabilmente possiamo affermare che il quintetto toscano si dedichi principalmente al Post-Hardcore ma il sound proposto non è tutto qui, in due sole parole. É piuttosto il frutto di una serie di atmosfere ricercate, elaborate, che bene si amalgamano alla tecnica precisa e tagliente con cui i nostri suonano i propri pezzi, pezzi ora cantati in italiano, ieri in inglese, come a dire che il percorso che stanno facendo i Chambers non si esaurisce mai, ma può arricchirsi e modificarsi fase dopo fase, periodo dopo periodo.
É come se stessero guidando su una strada ruvida e un po’ sconnessa verso una meta non ancora precisissima, protagonisti di un tragitto fatto di spunti caldi ed emozionali, di idee decise, di scelte corali sulle quali non c’è da discutere molto.

Forse la forza principale della band è proprio questo senso di coralità che riescono a trasmettere quando li si ascolta. Mica poco, vero? Linee taglienti, suoni muscolari, testi ispirati (molto bello quello di “Cemento mori | Orti di fame“, con un gustosissimo gioco di iniziali nel titolo, cosa che oltretutto caratterizza tutte le tracce del disco), stacchi pesanti e riff dal tocco talvolta Sludge. In “La mano sinistra” si percepiscono vari stati d’animo, che vanno dalla rabbia alla desolazione, dalla necessità di rivalsa al senso di solitudine. In 7 tracce dense e compatte, i Chambers riescono ad esprimere sonorità che in certi momenti si fanno quasi impeccabili, sonorità che per gli amanti del Post-HC influenzato dall’Emo-Rock, dal Grunge e da certo Metal risulteranno veramente godibili e piacevoli. Come detto sopra, il percorso dei 5 pisani non è ancora terminato e a tratti si capisce che alcuni piccoli particolari la band dovrà renderli ancora più sviluppati, smussando certi angoli. Ma qui la carne al fuoco è di indubbia qualità, e chi vorrà intervenire al banchetto Post-Hardcore che i Chambers ci stanno allestendo non potrà che rimanere soddisfatto.

Il giorno in cui uno pensa di essere in viaggio verso niente e nessuno, è un giorno perfetto per mantenere la calma, per scegliere il posto ideale dove nascondere la speranza, per riuscire a rassegnarsi.” (da “Cemento mori | Orti di fame“)

VOTO 7,3

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