Continents. – … And Silence Anchored Our Feet In Granite

Emanuele Giaconi 7 maggio 2012 0

Etichetta: Pike Records, Flood Records, Heads Down Records / Anno: 2012 / Genere: Emo-Core, Screamo

I Continents. sono un gruppo Hardcore tedesco che sta per pubblicare il secondo album (o meglio, EP) della propria carriera. Sono giovani, hanno inventiva e sono tremendamente capaci di rimanere impressi nella mente dell’ascoltatore grazie al loro approccio estremamente passionale, profondo, emozionante, che attinge dalla scena Emo anni ’90 per poi rinforzare i ritmi con l’Hardcore New School di questi anni più recenti, in un equilibrio potente e lucido, regolato da una capacità compositiva degna dei pezzi più grossi della scena. Verrebbe da dire, ascoltandoli: “Solo il secondo disco?”

Se con “Rivers We Walk” dell’anno scorso avevano rilasciato 4 canzoni e con questo nuovo album (che uscirà a giugno) altre 6, abbiamo un totale di 10 pezzi per i Continents, 10 pezzi tutti belli e entusiasmanti, che vertono soprattutto su un grande punto di forza: il loro HC non ha limiti, non si chiude in vicoli cechi, ma trova ad ogni pezzo nuove strade, nuove vie, toccando ora lo Screamo, ora il Post-Hardcore, ora certo Math-Core tagliente e preciso. Stacchi, urla, fendenti di chitarre: tutto si amalgama bene e non stanca. Testi devastanti, malinconici e scuri, che spesso trattano con maestria la sofferenza e l’incapacità umana di reagire alle difficoltà abissali delle relazioni umane e in particolare di quelle amorose. La carica emotiva di questi 6 pezzi è di vasta portata e le melodie non perdono mai un colpo, rincorrendosi con un vigore e una decisione che ricordano i La Dispute, i Touché Amoré e i Ceremony. La potenza di un brano come “Where The Shade And I“, e l’ansia di cui è pregno, toccano i vertici dell’Emo-Core moderno. “To You, A Thought” è un viaggio tragico che lascia qualche spiraglio per un sorriso. Probabilmente è però “Trenches” il brano più esemplare, quello che più di tutti mette assieme liriche brucianti (““Every now and then” is fairly delusive./ Possibly the toll of years of self-deceit./ Unsettled, unquiet, unforgiven./ Please, deprive me not of this last fragment of peace.“) e un sound devastante, in un insieme torbido e stremante, una fiamma di vita che brucia in due minuti di sincerità e aggressione.

I Continents. gridano alla vita, sulla vita e nella vita e lo fanno non per moda o per rimpolpare certi cliché standardizzati dell’Hardcore odierno ma per effettivo bisogno di reagire bruscamente al quotidiano, in un tentativo di sezionare le emozioni e di riproporle violentemente in musica che sta dando per ora grandi risultati. L’augurio non può che essere che tutto vada per il meglio, perché i Continents. se lo meritano.

I confess, most of these thoughts are just better left unsaid. 
All these nights do is drain me, 
oh what I wouldn’t give for rest.

VOTO 8

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