CRTVTR – Here it comes, Tramontane!

Emanuele Giaconi 8 settembre 2012 0

Etichetta: ? / Anno: 2012 / Genere: Post-Punk, Alternative Rock, Rock Psichedelico

Belle le consonanti, nevvero? Troppo comode le vocali. Così morbide, larghe, calde. Sembrano tute da ginnastica. Invece le consonanti sono per i duri, per quelli che fanno casino, che si spaccano i pantaloni, che erano già sporchi. Le consonanti piacevano talmente tanto a tre ragazzi genovesi che, mischiandone alcune, ci hanno fatto il nome per la propria band. Leggetelo Cartavetro, ma scrivetelo come deve esser scritto. Anche perché è legato al ruvido stile DIY della band, che ci tiene tanto e che ha preso la cosa a cuore. E che, nel frattempo, sta facendo grosse cose, come produrre questo bel disco intitolato “Here it comes, Tramontane!”. Ascoltato il disco, la prima cosa che viene da pensare è che Cesare Pezzoni, Fabio Patrone e Giovanni Stimamiglio (questi i nomi del trio) stiano facendo un qualcosa di estremamente positivo per tutta la musica indipendente italiana. Sembrano dei piccoli/grandi salvatori della patria musicale venuti a fare del gran bene, a compiere una missione che non si poteva affidare a chicchessia. E loro, infatti, che dei chicchessia non lo sono, ma che sono dei rocker tosti, hanno intrapreso una strada alternativa molto bella e promettente, che speriamo possa assurgere a guida per altre band giovani e italiane che potrebbero rendersi conto, come hanno già fatto i CRTVTR, di quanto ci sia bisogno di idee nuove e veramente buone, fuori dai cliché e dalle fotocopie.

7 tracce come? Bellissime. Complete. Variegate. Passionali. Tocchi psichedelici mescolati ad Alternative Rock convincente e mai banale. Spunti Post-Punk autentici sempre a segno, a tratti più duri e simil-Post-Hardcore, a tratti più pacati e cugini dell’Indie Rock bello, quello anni ’80-’90. Prendere un brano come simbolo del sound CRTVTR non è cosa facile, vista la diversità ma, allo stesso tempo, la complementarità di tutte e 7 le tracce. Tiriamone ugualmente in ballo uno o due; “Lazarus“, ad esempio, ci porta ad ascoltare dei Drive Like Jehu che invece che nascere a San Diego a fine anni ’80 si son formati negli anni ’00 a Genova. Oppure prendiamo “Cathode Ray Tube Video Tape Recorder“, che picchia nello stomaco come se dei Primus meno arzigogolati si fossero incrociati con gli Ui e avessero fatto musica nella Washington anni ’90. E no, non sono esagerato a tirare in ballo nomi pesanti, anche se li ammorbidisco un po’ variando loro le coordinate geografiche e temporali. I CRTVTR sono uno dei nomi più tosti venuti fuori quest’anno in Italia (anche se non sono certo nati nel 2012) e non sono un gruppettino che rimarrà nel quartiere a suonare nei pub quando le cover band lasciano suonare anche gli altri. Questi hanno prospettiva sul serio, e oltre a queste grandi qualità a livello musicale sono anche furbi e scaltri sotto altri aspetti. Si sono buttati, ad esempio, nel mondo del crowd founding e andranno anche a suonare in Cina per un paio di settimane perché convinti che laggiù ci sia una scena underground mica male e da esportare. Roba tosta, i CRTVTR. I Marco Polo della musica indipendente italiana, se vogliamo.

P.S.: Ah, quasi dimenticavo: compare nel disco anche un certo Mike Watt. É semplicemente uno che ha fondato i Minutmen, i fIREHOSE e ora è negli Stooges. E non è nemmeno la prima volta che collabora con i CRTVTR. Tirate voi le somme…

VOTO 8

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