Free-Go – What’s In The Fridge?

Marco Neri 5 febbraio 2012 0

Etichetta: Autoprodotto / Anno: 2011 / Genere: Alternative Rock

I Free-Goo sono una band alternative rock nata a Lucca nel 2008. La particolarità del gruppo risiede nella presenza di un cantante italo/canadese (Enrico Picchi), elemento fondamentale per la scrittura dei testi essendo un madrelingua inglese.
Il loro primo ep “”What’s In The Fridge?” è uscito a novembre 2011 ed è composto da sei pezzi interamente cantati in lingua inglese.
Il sound proposto è un rock alternativo a tratti abbastanza duro che tuttavia non disdegna incursioni acustiche.
La preparazione tecnica e l’affiattamento del gruppo sembrano molto buoni, ma è a livello compositivo che emergono limiti piuttosto evidenti.
Ci troviamo infatti di fronte ad un lavoro che non porta niente al genere di musica proposto ed ascoltando i brani spesso abbiamo la sensazione di ascoltare combinazioni sentite e risentite (“More of This Hell”), oppure in alcuni casi pezzi molto simili tra loro, come accade in “Fast – Faster” e “You Need To See This”.
Nemmeno le chitarre in levare e l’organo di “Commander” riescono a risollevare la situazione, le linee vocali sono infatti molto poco incisive in questo come in ogni pezzo.
In “You’re Too Far Away” il combo lucchese cerca il colpo ad effetto nel tentativo di creare un ritornello orecchiabile ma anche questo tentativo naufraga irrimediabilmente; ci troviamo infatti di fronte ad una melodia assolutamente poco originale che non porta niente all’economia del lavoro.
Dunque ad emergere è la conclusiva “Our One Breath”, un pezzo acustico con un buon assolo di chitarra elettrica in cui finalmente i Free-Go riescono a risollevarsi un minimo.
La produzione dell’ep è abbastanza buona, le distorsioni delle due chitarre sono gradevoli ed ancor più piacevole è il suono “plettrato” del basso.
Tuttavia, anche parlando dei suoni, a nostro parere sono state fatte delle scelte discutibili, come ad esempio sull’assolo di “You Need To See This”, oppure in occasione dell suono di rullante assolutamente terribile in “Commander”.
In conclusione, ci sentiamo di dire che tali segni di immaturità (sopratutto a livello compositivo) sono perdonabili in un ep di esordio ma purtroppo siamo molto lontani dalla sufficenza.

VOTO 4,8

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