Lantern – Noicomete

Emanuele Giaconi 4 settembre 2012 0

Etichetta: Two Two Cats / Anno: 2012 / Genere: Screamo

Quanto è difficile valutare dischi di un genere sotto tanti aspetti ostico come lo Screamo? Non ostico in sé, ma ostico per la valutazione soggettiva che richiede, per la reazione emozionale che fa scaturire, per le differenti sensazioni che suscita in un ascoltatore piuttosto che in un altro. Fondamentalmente si tratta di un turbine che ti catapulta lontano, colpito dalla forza delle chitarre rumorose, della batteria complessa, delle voci gridate con passione. I Lantern, tutto questo, lo fanno veramente da maestri. Suonano Screamo come gli dei comandano e lo fanno in quel modo all’italiana che ha reso celebri nel mondo supergruppi come Raein o La Quiete. Grande forza, grande cura dei dettagli, registrazione ottima che permette loro di far rendere al massimo il delicato equilibrio che hanno trovato, equilibrio che va ad unire in un’alleanza ottima l’approccio potente dell’Emotional Hardcore/Screamo col bisogno di far apprezzare ogni minimo suono e tutte le sfumature dei testi e delle voci come se suonassero altri generi molto meno legati a basi rudi e sporche. Dimostrano sicurezza nei propri mezzi, i Lantern, e hanno carattere e vena poetica nel buttar giù i testi. Se è vero che non portano qualcosa di nuovo ad un genere che conta tante band e che non può avere troppi nuovi sbocchi (e che ce ne importa!), è altrettanto vero che non è cosa da tutti suonare così bene e restare impressi già dal primo ascolto.

“Noicomete” mostra come con 5 sole tracce si possa far avvicinare il cuore al cervello grazie ad una santa alleanza di parole calde e tristi, di suoni forti alternati a parti melodiche raffinate e di idee azzeccate che producono ad esempio una coda strumentale, in “Codeina“, che non può nascere dalle menti di musicisti a caso. Se lo Screamo è il genere che fa al caso vostro, questo disco non può non piacervi e non può risultarvi superfluo. Ascolti i Lantern e ti esalti, felice di averli scovati. Metti “Nuovi edifici che crollano” e hai la prova di cosa voglia dire saper mescolare emozioni e suoni come farebbe un demiurgo dello Screamo a tratti razionale, a tratti costretto a cedere il passo a ciò che dettano istinto e cuore. Se questa è la recentissima ondata Screamo italiana (a fianco dei Lantern metteteci, che so, i cari Heisenberg e i napoletani Vacanza, per fare due nomi in più a noi cari), non si può dire che il settore non sia in forma. Con tanti saluti a chi crede che, ormai, non ci sia più nulla da dire per chi si è gettato anima e corpo in un genere tanto particolare quanto bello e elitario.

Continuerò a scrivere sul vetro appannato 
Di frasi mai dette e di fiato sprecato 
Di sogni spremuti acerbi son piene le pagine, pieni i ricordi 
Ma ogni cazzata e ogni vittimismo non valgono niente 
Nemmeno un dente del tuo sorriso.

[Da “Montagna nera“]

VOTO 7,8

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