Le Fauci – EP

Emanuele Giaconi 21 agosto 2012 0

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2012 / Genere: Hardcore-Punk, Punk Rock

Le Fauci, Milano, Hardcore italiano nel 2012. Questa la descrizione fulminea di cosa stiamo per analizzare. Descrizione che in certi casi può bastare, quando abbiamo di fronte band che sanno di poco e che non lasceranno grandi segni. Ma qui la faccenda è ben diversa. Le Fauci nascono poco tempo fa ma non son nati per mano di ragazzini, ma per il volere di chi nel Punk HC ci si muove da un bel po’ ed ha esperienza vera. Gente della vecchia guardia, per capirci (e lo dicono anche loro). Musicisti che provengono da band quali Mach5, For I Am Blind e non solo e che ora hanno messo assieme le proprie teste per creare un piccolo-grande supergruppo HC-Punk che esordisce con un EP di 3 tracce che fanno da miglior biglietto da visita che si possa presentare nel settore. Con suoni che vanno dall’Hardcore di scuola tricolore al Punk Rock, e con sprazzi di Alternative Rock qua e là, Le Fauci danno vita ad un primo lavoro bello e ultra-convincente. Indubbiamente va ammesso che solamente tre canzoni sono un po’ pochino per delineare bene il profilo della band, ma non credo che qui si corra il rischio che con nuove, più corpose produzioni emergano difettucci, pezzi noiosi o risentiti. Il talento che sta alla base del progetto è puro e lo si percepisce nell’immediato.

Suoni belli, puliti ma vigorosi; i testi, curatissimi, sembrano poesie post-moderne messe nero su bianco, e poi gridate, da chi nella società e nelle città del Ventunesimo secolo ci vive appieno, a 360° e non si fa sfuggire niente. Parole usate con raziocinio, che nascono per metà dal cuore e per l’altra metà da cervelli svegli e attenti a cos’è la realtà. Per come ne parlo, si intuisce già cosa sto per dire: dei tre pezzi è impossibile scegliere quale si stagli sopra gli altri due. Tutti e tre si compenetrano, si completano, da unità complementari quali sono. Ascoltateli senza perdere più tempo, se non li conoscete già. 11 minuti di grinta Punk che rischiarano il torbido e afoso cielo italiano.

Ufficiali e re sono poche persone
mentre noi siamo un milione.

[Da “La morte non distingue“]

VOTO 7,8

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