Melvins – Houdini

Marco Neri 4 gennaio 2012 0

Etichetta: Atlantic / Anno: 1995 / Genere: Grunge, Stoner Rock

Dopo il successo di “Nevermind”, “Ten” e “Dirt” le major si accorgono che il nord-ovest americano pulula di buonissime band; molti gruppi legati ad etichette indipendenti riescono così a fare il grande salto ottenendo ingaggi con le grandi corporation.
E’ il caso dei Melvins, concittadini dei Nirvana (all’attivo dai primi anni 80 con quattro album pubblicati fino a quel momento) che nel 1993 debuttano su Atlantic con “Houdini”.
Ma là dove la maggior parte di queste band hanno scarsissimi risultati (in molti casi verrano scaricati dalle proprie etichette o addirittura si arriverà allo scioglimento della band stessa) i Melvins pur non trovando una grandissima fortuna comerciale riescono a mantenersi su livelli qualitativi alti.
E’ vero che in parte parliamo di un album molto più accessibile dei precedenti, tuttavia già dal primo pezzo “Hooch” si può capire che non c’è assolutamente una rinuncia al suono pesante dei precedenti lavori.
L’opener è infatti un brano lento e pesante come da lezione sabbathiana, capace di regalare anche un buon ritornello; a far la parte del leone è la batteria di Dale Crover, potentissima come sempre. La lentezza catacombale è sempre dietro la porta come dimostrano “Hag Me” e “Joan Of Arc” (uno degli episodi più riusciti di questo album) ma è alternata a brani veloci (la tritaossa “Honey Bucket”) o più melodici (“Set Me Straight”, “Lizzy”).
Nota a parte per la cover “Going Blind” dei Kiss che a parere del recensore riesce a superare l’originale.
Produce sei dei tredici pezzi l’amico Kurt Cobain che suona la chitarra in una “Sky Pup” dominata dal basso di Lori Black e le percussioni nella finale “Spread Eagle Beagle”.
Sicuramente il disco più accessibile e dunque da dove partire per entrare nel mondo Melvins ma anche uno dei punti forti della band capitanata da King Buzzo.

VOTO 7,5

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