Nient’Altro Che Macerie – Circostanze

Emanuele Giaconi 5 ottobre 2012 0

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2012 / Genere: Post-Hardcore, Noise Rock, Alternative Rock

I Nient’Altro Che Macerie sono un trio proveniente dalle zone milanesi alle prime esperienze. Giovani e con tanta strada da percorrere (ma non per questo acerbi o senza prospettiva), registrano questo EP nel febbraio 2012 e dimostrano di che pasta sono fatti. Hanno talento e sono mordaci e i loro 5 pezzi rispecchiano al meglio il loro piglio aggressivo e al contempo garbato, frutto di una commistione ben riuscita di Post-Hardcore, Alternative Rock e Noise Rock passionale. Cantato in italiano, attenzione per i testi, atmosfere da post-cantautorato à la Massimo Volume, ma con più rumore. La voce ha più di un che, quando si agita, di Manuel Agnelli, ma anche di Max Collini e Emidio Clementi quando le liriche si fanno più sussurrate e penetrano con sapore agrodolce nei pensieri dell’ascoltatore assalito da una grossa carica emotiva marchiata a sangue dal disincanto e dalla disillusione. Malinconia mista a voglia di dar battaglia, rabbia che sbatte contro lo status quo grigio della realtà; questo sono i Nient’Altro Che Macerie. Le tracce sono tutte di buon livello, non c’è che dire, e la registrazione rende loro merito appieno. “Respira”, “Illusioni” e “Tu chi sei?” sono le canzoni migliori, quelle da cui ripartire per nuovi lavori futuri. (Quasi) tutto appare ben dosato e l’assalto Noise/Post-Hc si fa elegante e radiofonico, potendo contare su caratteristiche che rendono il sound N’ACM ascoltabilissimo anche per chi è più legato a generi meno duri. Una cosa da sottolineare che farà piacere ai più musical-patriottici è che le influenze e le ispirazioni di questi tre giovani musicisti sembrano attingere quasi esclusivamente dall’Alternative tricolore, di casa nostra, con i Nuvola Blu magari in testa. In una parola, meritano. Per alcuni accorgimenti c’è tutto il tempo del caso.

Volevamo fuggire lontano da noi, da voi, da tutto
da questi giochi nei quali non riusciamo a vincere mai
ma siamo rimasti qui e non sappiamo più volare, sognare e nuotare.

VOTO 7,3

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