Pedalò – Resistenze

Emanuele Giaconi 5 luglio 2012 0

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2012 / Genere: Emo, Punk, Lo-Fi

Odio il pedalò. Fanculo, io non spendo soldi per pedalare come un matto verso gli abissi profondieblu, mentre le fighette che salgono su non fanno niente, se non tener pose. Ma non posso dire lo stesso dei Pedalò. Loro non si possono odiare. Così amichevoli, simpatici, naturali. Dei ragazzi perbene, mi sembrano. Ma non perbene nel senso di pallosi e nerd di provincia. Fanno le cose in modo semplice (che a volte è un gran bene), esprimono idee e disegnano scenette gustose e ironiche ma non non-sense. Hanno un approccio lo-fi che rende questo loro demo di 5 pezzi un lavoro piacevolmente vicino e informale. Non c’è nulla di stupido nel disco e l’atmosfera che si respira è positiva e colorata. Lo stile musicale pende verso un Emo dal sapore Pop, spruzzato di Punk e, a piccoli tratti, da alcune gocce di Noise. Un sound che prende, che rimane addosso, come è vero che la sabbia al mare rimane nella zona dei genitali (tematica, questa, molto cara ai Pedalò, apprendo). A livello di testi questo trio riduce tutto all’osso: poche parole, frasi brevi, quadretti immediati. Belli così. Non c’è bisogno di perdersi in giri di parole o in una scrittura criptica; l’importante è cantare (e, in un caso, parlare) in modo schietto e funzionale anche alla breve durata dei pezzi.

Tutto è corto, coi Pedalò (…), ma non dura altrettanto poco il senso di piacevole sorpresa che dona la scoperta della loro musica. Di scegliere un pezzo più riuscito di un altro non se ne parla, dato che tutti e 5 vogliono salire sul podio e si pestano i piedi per stare sul primo gradino. La melodia che comunque mi è rimasta forse più impressa è quella di “Al tramonto“, pezzo che chiude il demo con un sapore agrodolce e quasi da lacrimuccia (“Addolciscimi / smussa i miei angoli / sulla strada per il tramonto / Tutti dobbiamo tramontare / per spiccare il volo“). Qualcuno preferisce il minuto e tre secondi di “Ultima estate“? Ma è normale: come detto, tutti i brani sono appiccicosi al punto giusto e si incastrano bene in testa, chiedendoti di essere riascoltati in tutta la loro semplice, direttissima bellezza più e più volte.

E dunque ora d’estate, mentre qualcuno si prenderà cura di un “Bastardino trovato sul lungomare” e mentre voi, da bravi “Manigoldi mal riusciti“, perderete tempo a fare “Tuffi in alto mare” per piacere alle ragazze, ricordatevi che il pedalò costa, mentre la musica dei Pedalò non costa nulla e magari vi fa beccare anche di più.

VOTO 7,3

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