Pig Sitter – Anamnesi

Marco Neri 13 marzo 2012 0

Etichetta: Diavoletto Label / Anno: 2012 / Genere: Indie Rock

Pig Sitter è sicuramente un nome geniale. Quando l’ho letto nella nostra mail ho riso per un paio di minuti abbondanti.
Parliamo di un duo proveniente da Taranto composto da Claudia e Giuseppe, due ex studenti universitari con una grande passione per la musica.
Anche i titoli delle canzoni sono veramente divertenti, basti pensare a “L’estenuante lotta dei peluche contro la polvere” oppure “P-jama”.
Avere buoni titoli è però assai diverso dal proporre buona musica. “Anamnesi” contiente infatti dieci brani piuttosto anonimi.
Il genere proposto è un indie rock molto minimale in cui semplici combinazioni armoniche e ritmiche accompagnano il cantato grottesco di Giuseppe.
I brani scorrono via nell’assoluta indifferenza ad eccezione della conclusiva “Io sbaglio sempre”. Le trame armoniche sono sentite e risentite mentre il cantato così (volutamente) grottesco è assolutamente eccessivo nella maggior parte delle tracce.
Peccato perchè in alcuni punti qualche passaggio azzeccato e suoni tutto sommato buoni (alla produzione c’è Simone Martorana dei Folkabbestia) sono rintracciabili.
Ma il gusto per atmosfere divertenti e spesso banali fa naufragare la nave delle buone idee contro iceberg di mediocrità imponenti.
Esempio che calza a pennello è “Clacson (G)”, cantilena di un minuto di cui non abbiamo assolutamente capito la funzionalità nell’economia di questo album.
Oppure “Se i marziani ci fossero veramente”
che  possiede un buon ritornello annulato da strofe ed arrangiamenti modesti e ancora una volta volutamente eccessivi.
Si tratta di un opera d’esordio e auguriamo dunque alla band pugliese una buona crescita che porti ad una lunga carriera, tuttavia siamo lontani anni luce dalla sufficenza.

VOTO 4

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