Robedoor – Burners

David Ciampalini 21 giugno 2012 0

Etichetta: Important Records / Anno: 2010 / Genere: Doom Blues, Drone, Kraut Rock

Un viaggio primitivo, gretto e negativo.
Lamenti che sussurrano la fine.
Musica fatta per esorcizzare i propri timori, le proprie insicurezze in un vortice di suoni.
Le influenze sono molte dalla più recente Drone music al Kraut Rock, ma questa band sembra non interessarsene.
Nel caso dei Robedoor è meglio solo immergersi e cercare di rimanere a galla.
Il duo iperprolifico di Los Angeles ha prodotto innumerevoli lavori tra il 2005 e il 2007, dimostrando che una buona parte di mercato era attratta da questa scena.
Questa recensione parla di “Burners“, lavoro uscito nel 2010.

Rispetto ai precedenti lavori qui si aggiunge una ritmica ipnotica, con il terzo membro alla batteria.

L’apertura stridente di “Radiant Command“, una dozzina di minuti vengono trasferiti da onde sonore a trucioli di droni polverosi. Lento Noise-Rock del deserto.

I Thought You Were The Devil” continua ad addensarsi nel corso del pezzo. Le cose sono più delicate. Canti e tamburi slavati inghiottiti dal rumore; è questo tira e molla, anche se con uno stretto spettro del suono, che rende “Burning Man“, canzone di chiusura, un’epopea cupa. I Robedoor hanno sciolto il ​​loro guinzaglio creando uno dei momenti più intensi.

Dopo tutto, solo tu puoi decidere quanto feticcio può essere questo lavoro, e credo che sicuramente valga la pena prendere questa decisione.
C’era sicuramente un immaginario qui, ma niente di vivo.
Una registrazione su bobine a nastro gestite da tempeste di sabbia e bruciature.

L’estetica del lo-fi, toni saturi pulsano con tale precisione che il viaggiatore è costretto a raddoppiare il volume per assicurarsi che i suoni siano effettivamente provenienti dalla musica stessa.

VOTO 8,5

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