Sunpocrisy – Samaroid Dioramas

Alice Santaniello 4 maggio 2012 0

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2012 / Genere: Post-Metal, Progressive Rock, Sludge-Metal, Stoner Rock

Affascinato dall’ideale di perfezione in cui si presenta il mondo nelle sue varie forme, l’uomo si è da sempre tormentato nella ricerca del raggiungimento di questa perfezione Universale, interrogandosi sulla sua posizione all’interno del cosmo e cercando, per quanto possibile, di valicare i propri limiti conoscitivi. Tuttavia, una maggiore consapevolezza del proprio essere all’ interno di un macrocosmo da parte dell’uomo, porta anche maggiore consapevolezza e conoscenza della complessità delle strutture, sotto e sovrastrutture della realtà che lo circondano.

E proprio sul parallelismo tra la complessa perfezione dell’ordo naturalis e il tentativo dell’uomo di diventarlo, e quindi di divinizzarsi, si basa “Samaroid Dioramas“, secondo album dei bresciani Sunpocrisy, che decidono di esprimere tale concetto fondante fin dall’artwork.
Curato nei minimi dettagli, l’artwork rappresenta visivamente il momento di massima consapevolezza degli schemi regolatori dell’Universo da parte dell’uomo e gli stessi elementi vengono rappresentati in quattro diversi paesaggi (Terra, Luna, mare e cielo) ed è possibile “giocare” (a fare Dio) con queste quattro rappresentazioni (ad esempio sovrapponendole) e creare così nuovi “scenari”, essendo ogni illustrazione fatta di carta semi trasparente.

Si tratta di un viaggio dell’uomo all’interno dell’Universo e penetrare all’interno di questo mondo criptico e seducente significa immergersi in un tunnel sonoro estremamente introspettivo ed elaborato fatto di suoni che si aggrovigliano, si sciolgono e infine si annidano nella mente.
Le coordinate dei Sunpocrisy sono The Ocean, Cult Of Luna, Between The Buried And Me, ma anche Meshuggah e i complessi Tool di Lateralus, in un divenire musicale Post-Metal e Progressive, con rimandi allo Stoner, Sludge e alla Psychedelia.

Brani organici tra loro che alternano momenti morbidi e momenti duri (anche all’interno del brano stesso), con due voci che intervallano un etereo clean e un growl aggressivo, un basso protagonista che dona profondità alle melodie, una batteria precisa e potente, un synth raffinato e riff melodici, benchè marmorei, delle tre chitarre.
Otto pezzi inebrianti e ben amalgamati dal punto di vista tecnico ed emozionale. Brani come “Φ – Phi“, la corrosiva “Samaroid” in stile più stoner rock-sludge metal, e le più spirituali “Samaroid/Dioramas” e “Dioramas” rappresentano il non plus ultra di Samaroid Dioramas.

Atmosfere tetre, graffiate da ritmi scuri e claustrofobici caratterizzano questo lavoro, tanto malinconico quanto propulsivo, che trasforma in trame sonore concetti matematico-filosofico (quali frattali, sezione aurea e apofenie) supportati da testi estremamente profondi e intricati il cui file-rouge è, come già detto, la conoscenza del cosmo da parte dell’uomo.
“(Please Hermes, let me) know your intentions: what’s written on comprehension of our Earth; concerning this new wonderful adaptation of human being? We’re so weak and just perfect, like whole Universe.”

Samaroid Dioramas è un concept album senza dubbio complesso, ma senza una macchia, una sbavatura e gli italianissimi (volevo risottolinearlo) Sunpocrisy sono riusciti ad avvicinarsi alla Perfezione e alla Bellezza in modo per niente scontato e intelligente, completo in ogni aspetto e stuzzicante qualsiasi meandro della mente umana vogliate.
Questo è un album (in stile Do It Yourself) che vuole essere consumato, rovinato ed esaurito.

VOTO 8,5

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