The Dublo – Baby Don’t Blues

Emanuele Giaconi 15 marzo 2012 0

Etichetta: L-13 Recordings / Anno: 2012 / Genere: Blues, Rock 'N' Roll

Ecco qua il secondo lato dello split con i Monkey Island, un secondo lato ben diverso rispetto all’altro, dato che con questo EP ci muoviamo sui binari del Blues del crepuscolo, del Rockabilly appena accennato, del Jazz citato senza esser chiamato in causa del tutto. L’unico punto di contatto è il fatto che Bennett suona in entrambi i gruppi.

I Dublo sono un quartetto che pare ben affiatato, anche se chiaramente basandosi su sole 4 canzoni non lo si può dire con sicurezza estrema. Le prime impressioni, comunque, sono positive. Il sound proposto sa di atmosfere che si illuminano per metà, adatte per una Londra autunnale di tardo pomeriggio (e proprio dalla capitale inglese questi musicisti provengono). C’è un approccio lo-fi e un po’ retro a contraddistinguere tutte e 4 le tracce dell’EP, un approccio che dona al disco un senso di esperienza, come se fosse piacevolmente datato. Azzeccata la coppia di voci maschile-femminile, precise le chitarre swing, gustosa l’armonica nel pezzo “Baby Don’t Blues“. Ci si vuole un po’ rifare ai pezzi grossi del passato, a quei mostri sacri del genere come Hound Dog Taylor, Big Walter, Sonny Boy Williamson. Ma non è tutto qui il sound dei Duplo. C’è infatti una chiara influenza puramente Rock ‘N’ Roll, di quel R’N'R dei primordi, di quello che ha aperto le danze e la strada a tutti quelli venuti dopo. E così ecco che un brano come “Yer Zero Blues“, senza l’ombra di nemmeno mezza parola cantata, si infila sotto la pelle col suo ritmo misurato ma calzante.

Di ben altra pasta è fatta la canzone conclusiva, “Greengrass Blues”, posta come bonus track, frutto di una registrazione live e che fa capire, col suo piglio decisamente più movimentato rispetto alle altre tre, che questi Dublo sono pronti per il passo successivo, per un disco più veloce, secco e Rock ‘N’ Roll, sempre tenendo ben presente, comunque, le origini Blues del progetto. Quindi con questo EP abbiamo avuto una sorta di assaggio: per ora l’aperitivo non sembra male, vedremo cosa ne sarà del resto del banchetto tutto Blues e Boogie.

VOTO 6,3

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