The Mighty Mighty Bosstones – The Magic Of Youth

Emanuele Giaconi 20 gennaio 2012 0

Etichetta: Big Rig Records / Anno: 2011 / Genere: Ska-Punk, Ska

Undici album tra il 1990 e il 2011, svariati singoli e una manciata di compilation. Anche un DVD. Questo il bottino dei Mighty Mighty Bosstones, tra i padri putativi dello Ska-Core anni ’90. Ma dopo tutto questo tempo, cosa rimane di buono da dare, in un genere rimasto comunque sempre uguale a se stesso per ovvi motivi di stile? I MMB ci hanno provato a riattizzare il fuoco dello Ska-Punk con questo “The Magic Of Youth” ma nonostante la loro bravura, forse siamo davvero giunti ad un punto fermo, morto, anzi. Il titolo del disco fa anche sorridere: la magia della giovinezza i Bosstones possono provare a rievocarla, ma i miracoli non si possono fare, si sa. Di anni ne son passati, e i nostri non son più proprio dei ragazzini. La domanda è sempre la solita, per certe band, e vale ancora un milione di dollari: quando giunge l’ora di tirare i remi in barca?

I Mighty Mighty Bosstones lo Ska-Punk lo suonano da maestri e forse riuscirebbero a fare un buon album anche se ciascun componente del gruppo avesse una mano legata, ma questo non significa per forza dover suonare all’infinito… Forse si saranno detti: “visto come suonano i vari Less Than Jake, Reel Big Fish, Mad Caddies etc., perché non dovremmo mostrare a tutti ancora una volta che i migliori siamo noi?“. Beh, da un certo punto di vista, hanno ragione. Secondo me, nel genere, le cose migliori si sono sentite negli anni ’90 proprio grazie a band come i Mighty Mighty Bosstones o gli Operation Ivy (che, a esser precisi, fecero il disco nell’ ’89); e anche se certi figliocci la lezione l’hanno imparata bene e hanno prodotto album validi, forse ora si sta arrivando veramente al capolinea di un genere che non è più “fresco”. E non importa se ti chiami Mighty Mighty Bosstones, perché dopo aver ascoltato l’ennesimo disco ti dici: “sempre la stessa roba, che diamine?!

“The Magic Of Youth” è composto da undici brani tutti più o meno simili; i più forti sono nella prima parte (“Like A Shotgun” è forse quello più gustoso, assieme a “Disappearing“). Da metà in poi il disco si fa un po’ (tanto) monotono. Dicky Barrett, il frontman, sembra non aver perso un colpo, e i suoi compari non sono da meno. Nonostante questo, come detto, il disco stanca un po’ e non porta nulla di realmente frizzante in un genere ormai inflazionato. Il messaggio per i ragazzi che si appropinquano allo Ska macchiato di Punk credo debba esser chiaro: se qualcuno vuol prendere spunto dai Bosstones, andate a cercare tra i dischi anni ’90 (come “Question The Market”), perché qui ormai di roba veramente valida ce n’è rimasta poca. Si salvano comunque in calcio d’angolo.

VOTO 6

 

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