Titor – Rock Is Back

Marco Neri 5 aprile 2012 0

Etichetta: INRI / Anno: 2012 / Genere: Alternative Rock

I Titor sono: Sabino Pace (già Belli Cosi, Treni all’Alba) alla voce, Sandro Serra (Distruzione, Dead Elephant) alla chitarra, Francesco Vittori (Sickhead) al basso e Giuseppe Azzariti (Distruzione) alla batteria.
Parliamo dunque di una formazione che annovera nomi più o meno noti della scena alternativa torinese. Degna di nota anche la collaborazione con l’etichetta torinese INRI gestita da Dade e Chinaski dei Linea 77.
Il disco è composta da nove brani (tutti cantati in italiano), quattro erano già racchiusi nell’ep di esordio mentre gli altri sono totalmente inediti.
I Titor potrebbero sembrare dei Foo Fighters molto più cattivi e dediti a scariche Hardcore. Anche se in alcuni punti il suono delle chitarre potrebbe ricordare anche i canadesi Danko Jones.
Nove pezzi che sono un assalto senza alcuna sosta in cui la potenza urticante delle chitarre si unisce ad una ritmica marziale.
La band piemontese parte in quarta già con il primo brano  “Dal 2036″, pezzo in cui la forza abrasiva delle chitarre si coniuga alla perfezione con il cantato potentissimo di Sabino.
La voce del frontman è sempre bella sporca come nel più classico hardcore che questi quattro ragazzi devono aver ascoltato molto.
Notevole anche la cover di “Motocross” di Ivan Graziani, resa assolutamente inquieta e violenta in questa versione dei giorni nostri. Anche nel testo l’accento è posto sulle frasi più forti come ad esempio: “rabbia e il sangue da ingoiare”.
“Duel” è un altro buonissimo pezzo con i suoi stacchi bruschi e la batteria in primissimo piano. Ma sono tutti i pezzi ad avere una carica ed un’energia devastante come testimoniano anche “Titor Is Dead” oppure “Ultimo Atto”.
Un album compattissimo in cui ogni pezzo svolge ampiamente il suo compito. Volendo trovare un difetto non c’è un brano che si faccia ricordare di più e spesso alcuni pezzi si assomigliano un po’. Ma parliamo sempre di un disco molto buono che consiglio a tutti gli amanti dei suoni più distorti e taglienti.

VOTO 7

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