Tutte Le Cose Inutili – EP-pure oggi ho studiato

Alice Santaniello 11 giugno 2012 0

Etichetta: Autoproduzione / Anno: 2012 / Genere: Cantautorato, Lo-Fi

Hai presente quella sensazione di disorientamento, dopo aver visto un quadro, un film o letto un libro, che porta a chiederti se sei di fronte ad un’opera d’arte che sconvolge i canoni classici e le dinamiche finora utilizzati nel “fare arte” e sei te a non averne compreso il significato o se davvero in quest’opera d’arte c’è qualcosa che non va? Sì? Bene, perchè nell’ascoltare “EP-pure Oggi Ho Studiato“, nuovo Ep di Tutte Le Cose Inutili, mi sono ritrovata in questa dubbiosa e interdetta condizione. E seppur ho cercato di ascoltare l’Ep con un diverso stato d’animo e punti di vista quasi “contrari al senso comune”, il dubbio non se n’é andato: opera minimale estrosa e geniale a me incomprensibile o opera manchevole e incompleta in diversi punti?

Tutte Le Cose Inutili è la one-man band di Leonardo Sanzò, direttamente da Prato, che propone un Ep registrato in casa con una “chitarra classica senza una corda“, un synth e un software gratuito. Tre brani cantautorali ed essenziali di stampo brondiano dal sapore pop Lo-Fi.
Bacio inquinato“, “E per sempre ridi” e “Testolina d’oro”  sono canzoni-non-canzoni caratterizzate dal cantato mono-tono, mono-corda e mono-tema, da una chitarra che altalena tra accordi e arpeggi abbozzati e da atmosfere tra il sognante e l’abrisività della realtà.
I testi, che cantano di amore e di quello che vuol dire avere oggi vent’anni, non sono male (forse iperinflazionati oggi in Italia?), ma ho trovato delle grosse lacune nell’armonia tra il canticchìo (sottovoce e con un un’intonazione non-sense) e la chitarra (quasi improvvisata), che rendono un po’ noioso e piatto l’ascolto dell’Ep.

L’Italia ultimamente ha sfornato diversi cantautori “educati” e minimali che trasformano in musica delle piccole poesie (ne sono esempi Vasco Brondi, Dente e Brunori Sas), riscuotendo un discreto successo, credo, per la semplicità che hanno di cantare sensazioni ed emozioni reali e vissute dalla maggior parte di noi. Proprio per questo, lavori di questo genere hanno effetti diversi su ognuno di noi: l’emozionalità e il coinvolgimento dei brani sono di natura talmente personale e individuale che è difficile giudicarli obiettivamente e può accadere che a te, che leggi proprio in questo momento, piaccia la creatura sonora di Tutte Le Cose Inutili.
Tuttavia se ci soffermiamo sugli aspetti tecnici è indubbio che c’è da lavorarci sopra. Ha vent’uno anni, è giovane e qualcosa da dire sembra averlo, ma, per quanto mi riguarda, deve trovare ancora la dinamica giusta per incanalare quello che ha dentro.

VOTO 5

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