White Rabbits – Milk Famous

Emanuele Giaconi 8 giugno 2012 0

Etichetta: TBD Records / Anno: 2012 / Genere: Indie Rock, Indie Pop

I White Rabbits giungono in questo 2012 al terzo disco ufficiale, targato TBD Records. Disco difficile, il terzo? O è peggio il secondo? Ma perché, l’esordio dove lo mettiamo? Per questi White Rabbits credo dovremmo fare una riflessione diversa. Non è tanto un fatto di come si evolvono (o non evolvono) le cose, disco dopo disco; il punto è un altro, e riguarda un po’ tutta l’esistenza di questa band. Mettiamola così: non sono malino, sono delicati al punto semi-giusto, hanno uno stile che piace tanto a soft-nerd di città e di campagna, però… Però copiano gli Spoon. Fanno loro il verso. Ma non un pochino, tantissimo. É un problema? Bhe, direi di sì, perché quando si presentano casi di questo tipo, in cui una giovane band prende a piene mani da una vecchia band idee, approccio e quant’altro, almeno a me viene da chiedermi quale dovrebbe essere il motivo per ascoltare quellivenutidopo e non quellivenutiprimaechesuonanomeglio.

L’Indie Rock pullula di band simili tra loro e tantissime hanno perso di vista (o non se ne sono mai accorte…) che in origine il genere era nato come fratello di certo College Rock bello sostanzioso, e che godeva di tutto rispetto perché era denso di qualità (si prendano i primi R.E.M.). Poi dopo sono arrivati gli enormi influssi Pop, in seguito quelli legati alla moda e all’apparenza, ed ecco che si arriva all’oggi, in cui sono decine le band che hanno poco da dire, che non portano nulla alla Musica, che vendono perché sono formate da bellocci che piacciono alle ragazzine, perché i loro brani sono talmente Pop da andare bene per tutte le stazioni radiofoniche eccetera eccetera. Ma è questo fare Musica? Riprendere cliché, rispolverarli un pochetto e appiccicarseli in fronte? L’approccio dei White Rabbits sa di poco, hanno giusto un paio di brani carini ma poco più. Certo, ognuno è libero di suonare come e cosa vuole, però dai, un po’ di personalità, che diamine. Se devo sentirmi dell’Indie Pop fatto come si deve, io continuo a scegliere “The Underdog” degli Spoon, pezzo che non stanca mai pur essendo abbastanza semplice. Voi fate che vi pare, magari vi piace anche “Danny Come Inside” dei White Rabbits. Però ecco, spenderci dei soldi per comprare il disco, oddio…

VOTO 5

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