Dopo 13 anni, i Sonic Youth ritrovano le chitarre rubate

Alice Santaniello 27 settembre 2012 0

Questa “storiella” inizia il 4 luglio 1999, quando agli storici newyorkesi Sonic Youth, in procinto di esibirsi all’Orange County Festival, California, veniva rubato il furgone su cui era caricata l’intera strumentazione e ritrovato alcuni giorni dopo a Los Angeles completamente vuoto.
Ricordando che non si tratta di una “semplice”, bensì di un’unica e originale strumentazione (i Sonic Youth avevano infatti modificato gli strumenti usati nel corso degli anni; fra le varie modifiche fatte da Lee Ranaldo e Thurston Moore c’è, ad esempio, la rimozione completa della manopola del tono dalle chitarre), Ranaldo non si rassegnò all’idea della perdita degli strumenti e stilò una lista degli strumenti rubati, con descrizioni e foto sul loro sito web, chiedendo aiuto e sostegno ai fan per cercare di recuperarle.

Nel 2005 alla band fu possibile recuperare una piccola parte della refurtiva, ma hanno dovuto aspettare tredici anni per ritrovare, nella stessa settimana, una Fender Jazzmaster usata per registrare audio e video della celebre “Bull In The Heather” e una seconda Jazzmaster, usata invece per le registrazioni di “A Thousand Leaves”. Come è stato possibile? Grazie a fan molto attenti e affezionati.
La prima chitarra, appartenente a Moore, è stata infatti adocchiata in vendita su eBay da un fan belga; mentre la seconda, appartenente a Ranaldo, è stata bloccata sempre da un fan della band, intervenuto in un sito per specialisti in questi tipi di chitarre, dove un collezionista californiano chiedeva informazioni sul possibile acquisto della chitarra, proveniente da un banco dei pegni.

Ecco il commento di Lee Ranaldo alla webzine Pitchfork sul doppio ritrovamento: “Spero di ritrovare anche la mia Fender Jazzblaster (sunburst). Sono solo curioso di sapere cosa è successo agli altri strumenti. Era tantissima roba e solo una piccola parte è tornata in nostro possesso. Mi piacerebbe soltanto conoscere la verità su questa storia“.

Insomma, che dire: occhi aperti, perchè “la caccia al tesoro” non è finita!

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