L’Amo: la nostra intervista tra Lynch, l’Emo e i leggins…

Emanuele Giaconi 28 maggio 2012 0

BENOISE.com: L’Amo: quando nascono, perché, per chi, perché questo nome, perché la scelta dell’italiano nel cantare, perché usate certi strumenti. Diteci tutto, vogliamo una risposta-fiume!

L’Amo: Allora, nascono nell’Aprile del 2010 col solo intento di non avere intenti, di far quel che gli pare e come gli pare, coscienti che le stronzate della vita quotidiana vanno arginate, sfruttate, sublimate e si chiamano L’Amo perché, rubando a Kafka, “cantare tutti assieme è farsi prendere all’amo”.
La scelta dell’italiano è una non-scelta: pensiamo e parliamo in italiano, l’immediatezza e la spontaneità in tutto quel che si fa sono importanti, essenziali, belle, quindi perché privarsene? Preferiamo così nonostante la nostra spiccata preferenza per i gruppi anglofoni.
Suoniamo con questi strumenti un po’ per necessità, un po’ perché così è andata e un po’ perché così ci piace. Magari in futuro potrà cambiare qualcosa, magari no. Mai dire mai che nonostante quel che dice “l’intellettuale” italiano medio e mediocre non è una frase stupida e Pasolini così come Topolino sarebbero d’accordo con noi.

BENOISE.com: Vi muovete nei territori dell’Emo non troppo duro, sulla scia di band come Desaparecidos e Cap’n Jazz, con influssi Pop-Punk, per certi versi. Che ne pensate di questi generi? Quali sono i vostri numi tutelari? Oppure non ve ne frega nulla di somiglianze e “colleghi”? 

L’Amo: Wow, i Cap’n Jazz sono uno dei gruppi del cuore, uno di quei gruppi che quando li ascolti non solo ti strapiacciono ma ti sembra proprio di volergli bene. Lo reputiamo un complimentissimo: grazie. Detto questo, noi ci consideriamo un gruppo Pop e la scia che seguiamo, in realtà, con naturalezza non la seguiamo. Abbiamo diversi milioni di modelli, ma in tutto quel che facciamo cerchiamo soprattutto d’esser noi stessi. L’Emo è un insieme che c’ha formato, gruppi come Cap’n Jazz, i primi Biffy Clyro, Braid, Halo Fauna e qualche altra sporca dozzina sono importantissimi nell’economia di quel che siamo, ma non è il solo insieme. Ascoltiamo di tutto, c’interessa molto dei “colleghi” perché prima d’esser “suonatori” siamo degli appassionati. E ci mancherebbe.

BENOISE.com: Avete finora all’attivo due dischi (ma il primo EP è confluito nel primo disco, nevvero?), uno split con i Trans VZ (ma sono dei veri trans?) e una comparizione su una compilation, se non vado errato. Vi piacete? Vi riascoltate o dopo che avete prodotto un lavoro lo chiudete nel cassetto perché vi dà la nausea da quanto lo avete provato?

L’Amo: Ci piacciamo molto e ringraziamo il caso o il fato o chi per esso per tutto quello che ci accade, per ogni nuova nostra canzone della quale c’innamoriamo, per ogni concerto organizzatoci da qualcuno che ha ascoltato le nostre cose. Non ci riascoltiamo molto, non c’è bisogno, quel che facciamo è quel che siamo intimamente, non c’è alla base alcuna scelta e un disco o una canzone sono come delle fotografie – fermare un attimo di vita, ma con l’aggiunta di un’anima – e come per le foto vere cerchiamo le bonazze altrove. Le seghe ce le si fa sul nostro prossimo, sulle foto degli altri. Cioè, delle altre.
“Di Primavera in Primavera” è il disco, l’Ep era un antipasto del disco stampato su di un minidisc perché non stavamo nella pelle. Lo split con i Trans VZ – sono tre trans brasiliani che vivono e battono a Terni e che fanno roba bellissima – contiene il nostro pezzo più lungo, “Non è semplice slacciare un reggiseno non soltanto perché non è semplice slacciare un reggiseno“, che presto avrà un video simpatico e figo girato da Giuseppe Tuccillo – maestro e amico.
La compilation, che raccoglie quaranta pezzi da meno di un minuto, a differenza del disco e dello split usciti entrambi per Fallo Dischi e To Lose La Track, è una genialata opera di MiaCameretta Records, etichetta bomba di Frosinone. Ne siamo lieti e avremmo voluto mettere un pezzo nuovo di zecca, ma purtroppo non c’è stato il tempo. Arg!

BENOISE.com: Siete fortissimi nei testi: chi li crea? E da cosa prendete spunto? Perché ce ne vuole di fantasia per farsi venire in mente frasi come “Sulla svirilizzazione di Quagliarella“, “Aurelio De Laurentis musa e maestro” o per dire cose come “il mio culo è santità, il mio culo per l’aldilà“… 

L’Amo: I testi li scrivo io, Alessio, e ci tengo maledettamente, a modo mio, senza spremermi, ma ci tengo. Io ascolto un sacco di Hip Hop e lì il testo è fondamentale, un rapper pesa esattamente quanto il peso delle sue parole, che è l’opposto del “Rap per ricchioni”, quello tecnico e basta e che dissavano i Co’Sang.
Quando abbiamo cominciato ci siamo detti che avere una poetica era tutto e ci proviamo. La poetica la si ottiene attraverso un esercizio di stile, limitando i vocaboli e dividendoli per gli argomenti, la poetica vuol dire aspettarsi qualcosa da qualcuno. Alcuni esempi: “Terra Mia” di Pino Daniele, il “The Dubliners” della letteratura italiana; “L’esercizio delle Distanze” dei Minnie’s dove ci sono aforismi incredibili (“gambe forti ci vogliono per l’esercizio delle distanze“) e momenti strappacuore (“avrei potuto volere bene un po’ di più, ma questa vita è andata già“); “Illmatic” di Nas – darei un pollice per scrivere una “Napl State of Mind“.
La frase che citi è presa da “Curzio Malaparte” che, guarda un po’, parla di Curzio Malaparte, uno dei più grandi intellettuali e scrittori del dopoguerra e sottolinea la sua natura volubile, incoerente, contraddittoria, a testimonianza che mai dire mai è una frase solo per mezzeseghe.
Questione titoli: vengono così perché quando stiamo tutti assieme o si spara cazzate o si parla male dei non presenti.

BENOISE.com: E a livello di artwork chi vi dà una mano? Il vostro approccio semplice e minimale attrae i compratori di cd e vinili? Io se vi trovo ad un concerto uno me lo prendo!

L’Amo: Grazie, 10€ in più fanno sempre comodo. 🙂 Le grafiche le fa Alessio e sono minimali perché meglio non sa disegnare. Avevamo stabilito di vendere un milione di copie per comprare il Napoli, darci alla cocaina, andare a travestiti, comprare Ferrari mimetiche e schede telefoniche estere, magari chiavarsi anche le nostre cugine. Dategliela la terza stella, tanto sono tutti e 30 di cartone.

BENOISE.com: Le vostre esperienze live: vi sentite meglio a registrare in sala prove o dal vivo, col pubblico lì a guardarvi? Con chi avete suonato? E di girare all’estero se ne parla?

L’Amo: Sono due cose completementari e, allo stesso tempo, molto simili e molto diverse. Alcune volte è bello provare, altre no; alcune volte è bello suonare, altre no. Quando è bello, però, è bello bello.
Abbiamo suonato assieme ad un sacco di gente figa, bella musica e belle persone. Gazebo Penguins, Trans VZ, Minnie’s, Iosonouncane, Distanti sono i primi nomi che ci vengono in mente sommando le parole “suonare” e “piacere”, ma è un elenco parzialissimo. In più tutti i gruppi usciti per Fallodischi.
Estero boh. Ci piacerebbe almeno riuscire a suonare con più continuità, senza rinunciare a concerti organizzati da qualcuno che s’è sbattuto per noi – anzi, cogliamo l’occasione per scusarci per il mucchio di date che non siamo riusciti a fare, ma è dura organizzarsi. Sorry Guys!

BENOISE.com: Dite a noi e ai nostri amici che ci seguono due/tre band – oltre a voi – sulle quali puntereste per il breve periodo. Ah, lo sapete che abbiamo intervistato anche i vostri conterranei Vacanza, anch’essi su Fallo Dischi???

L’Amo: Tiger! Shit! Tiger! Tiger! – il più bel concerto a Napoli da almeno un anno a questa parte; Kairo – che hanno almeno un 7″ capolavoro già scritto; Dream Trucks, Terra Selvaggia; Krokodile White People; Minnie’s; Trans VZ; Faust; La Via degli Astronauti; Il Chiodo; Wu-Tang Clan; Vacanza; Jay Z; Culture Wars; 883.
I Vacanza sono amici, bravi, simpatici, ma non sono conterranei: noi siamo metropolitani, loro boscaioli. Sono i nostri cugini di campagna ed hanno una grave pecca: Mirko, il bassista, è una checca molesta alcolizzata isterica. Il Lou Reed della provincia di Salerno. Purtroppo suona anche nei Culture Wars che hanno appena fatto questo disco bellissimo, uscito per La Fine e Fallodischi – evidentemente merito di Giovanni, l’altra metà.

BENOISE.com: Detto fra noi amanti di Twin Peaks: ma perché Cooper non se l’è portata via Audrey? Però non spoilerate troppo che devo sempre finire di vedere la serie! [i L’Amo hanno un pezzo intitolato “Dale Cooper, sei un feeesso!”, in riferimento ad un noto personaggio della serie di David Lynch, ndr]

L’Amo: Perché è l’americano puritano, morigerato, giusto, noioso, timorato di Dio e borghese. Preferiamo sempre gli umani, quelli che osano e magari sbagliano. Non è il lato materiale della faccenda, ma se noi fossimo stati Cooper – e crediamo qualsiasi essere umano – ci saremmo innamorati perdutamente di Audrey e l’avremmo portata via da quel cesso di posto. Cooper, escludendo la possibilità all’origine, no. Fischi dagli spalti. Amen.
In una recensione c’hanno dato, per questa cosa, dei pederasti. Noi, con questa moda dei leggings che sono ovunque, riaffermiamo il nostro esser pederasti con ancora maggior convinzione.

BENOISE.com: A questo punto, vi do carta bianca: che volete dire a chi magari potrebbe scoprirvi leggendo questa nostra intervista, a parte brontolarli per la lentezza nello scoprire chi ci sa fare come voi? Diteci anche se avete qualche impegno già fissato per l’estate!

L’Amo: Nessun brontolio, l’estate la si passerà a fare cose/vedere gente mentre qualcuno lavora e quindi solo pillole di saggezza. Tatuatevele sul culo e condividetele con il mondo:

1) sono tre le cose che danno un senso alla vita;
2) Juve merda;
3) esci di casa munito d’occhiali da sole: questa moda dei leggings potrebbe passare e bisogna assaporarne ogni singolo istante;
4) il popolo napoletano – per intelletto, sensibilità, amor proprio e del proprio prossimo, cultura, intelligenza ed empatia – è il popolo eletto: adeguati;
5) la candeggina non renderà la tua siringa nuova: comprane;
6) non sposarsi, non fare figli, non convivere;
7) meglio un’oca oggi che un purpo domani;
8) i Co’Sang sono i Nirvana degli anni ’00: adeguati;
9) ci vorrebbe la leva obbligatoria per i sessantacinquenni e poi una guerra di trincea: sfoltiamo le code alle poste, abbassiamo i costi sociali, circolazione più veloce, mai più femori rotti e Thomas Malthus sarebbe d’accordo con noi;
10) tifa Napoli, rispetta Dio.

BENOISE.com: Il mega capo-redattore di BENOISE vi saluta e vi augura ogni bene, a nome di tutto lo staff; oltretutto so che il vostro cantante/chitarrista fa il marinaio, quindi mi verrebbe da farvi un saluto/augurio con espressioni che usano la formula “vento in poppa”, cosa che renderebbe il finale di questa chiacchierata veramente orribile… Quindi vi diciamo un semplice, caloroso ciao e la tronchiamo qui. In bocca al lupo! Alla prossima!

L’Amo: Meglio “vento sulle poppe”. Ciao e grazie.