Move Sound festival: mini-intervista al Pagliaccio

Emanuele Giaconi 5 settembre 2015 0

Move Sound interviste

Intervista per il Move Sound festival con i ragazzi del Pagliaccio:

BENOISE: Suonate al “Move Sound” in una serata in cui la farà da padrone l’Indie Pop. Vi sentite parte di una sorta di “movimento” che accomuna la vostra musica a quella di artisti simili e vedete il vostro genere in salute?

Pagliaccio: Sì! Il movimento cantautorale indiepop è attivo da un pó, diciamo che ci piace pensare di essere parte di una sorta di diramazione più “presa bene” e forse più vicina al pop, sebbene le nostre radici e i nostro ascolti siano nell’indie. Ultimamente stanno nascendo un po’ di progetti meno legati ai dogmi e alle nicchie del purismo indie e che vogliono parlare a più persone e noi ci sentiamo fieramente di farne parte. La serata di questa sera con Bonetti e Il Triangolo è un perfetto esempio di tutto ció.

BENOISE: Rassegne indipendenti come il “Move Sound” possono essere un bel banco di prova per giovani artisti come voi. Che formula credete serva affinché in giro ci siano più chances per farsi conoscere?

Pagliaccio: Sono fondamentali per progetti come i nostri per sopravvivere e farsi vedere. Senza festival come questo la musica emergente non esisterebbe e la piazza sarebbe unicamente dominata dai talent, dai concertoni di plastica nei palazzetti e da personaggi da una estate. La cultura musicale italiana vive in eventi come questo.

BENOISE: Finito il “Move Sound” cosa vi piacerebbe aver trasmesso a chi vi avrà ascoltato al festival?

Pagliaccio: Ci piacerebbe aver lasciato la Voglia di riascoltarci e magari uno spunto di riflessione. Ci piacerebbe che anche chi non ama il genere possa andare via pensando “non è il mio genere, peró sono bravi”. E ci piacerebbe avere tra il pubblico persone che inizieranno a a seguirci e che potremo ri-incontrare, nell’etere virtuale o sotto a un palco.

Pagliaccio